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Via Cernaia: La Città all’alteza del Marciapiede

In via Cernaia, mentre la città prosegue il suo consueto movimento, una persona siede a terra, accanto a una colonna. Indossa un berretto scuro, ha una coperta chiara avvolta intorno alle spalle e porta un paio di ciabatte. Accanto a sé, alcune borse custodiscono quelli che sembrano essere i suoi effetti personali.

Non conosciamo il suo nome, la sua nazionalità né le circostanze che l’hanno condotta fin lì. Non sappiamo neppure se quell’angolo rappresenti una condizione temporanea oppure una realtà che si protrae da tempo. La fotografia non può rispondere a queste domande. Ma documenta qualcosa che merita di essere osservato.

Torino è una città di straordinaria ricchezza storica, culturale e industriale. I suoi viali, i portici e gli edifici monumentali conservano l’eleganza di una capitale che ha conosciuto stagioni di grande splendore. Eppure, sotto quelle architetture, si svolge anche un’altra storia, assai meno presente nelle pubblicazioni turistiche.

La povertà non fa sempre rumore. Talvolta rimane immobile, avvolta in una coperta, mentre le automobili transitano e i passanti continuano il loro cammino. Non pretende necessariamente l’attenzione di qualcuno. Semplicemente, è lì.

Sarebbe facile trasformare questa immagine in un’accusa politica. Altrettanto comodo sarebbe utilizzarla per pronunciare solenni discorsi sulla solidarietà. Ma nessuna di queste operazioni ci permetterebbe di conoscere la vera storia della persona fotografata.

La questione è molto più semplice e, proprio per questo, decisamente più scomoda: quante volte attraversiamo una strada senza osservare ciò che accade intorno a noi?

Una città non si definisce esclusivamente attraverso i suoi monumenti, gli investimenti o le statistiche economiche. La sua civiltà si riconosce anche nell’attenzione che riserva a coloro che attraversano condizioni di vulnerabilità.

La fotografia è stata scattata in via Cernaia. Non pretende di offrire spiegazioni che non possiede, né di attribuire responsabilità senza prove. È soltanto la testimonianza di un istante. Una persona, una coperta, alcune borse e uno sguardo rivolto verso l’obiettivo.

E forse è proprio qui che risiede il suo significato più profondo: la dignità umana non scompare quando qualcuno finisce seduto per terra. A scomparire, semmai, può essere la nostra capacità di riconoscerla.

© 🖋️Fotografia e testimonianza: RMAGuzzo — Torino, 19 ottobre 2026.


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